ARCHIVI STORICI
Parlare dell’ordine delle “Judgers” oggi, vuol dire, prima di tutto, separare la realtà dal mito che l’ordine ha involontariamente creato attorno a sé e non si cura minimamente di smorzare; non per noia o pigrizia, ma, semplicemente, perchè a loro non interessa l’opinione degli altri.
Che sia il Consiglio dell’Ammiragliato o l’ultimo dei mendicanti di Tecton a giudicarle, per loro sarebbe lo stesso: la fede delle Judgers è monolitica, incrollabile, fanatica, il più delle volte.
Questo, unito alla loro vocazione verso gli orfani e i bisognosi, ha creato una frizione morale e pratica che impedisce di vederle, nella maggior parte dei casi, per come sono realmente, anche fra molti colleghi storici.
Negli ultimi anni prima del collasso, gli sforzi di tutti gli istituti di ricerca erano mirati ad arrestare, o perlomeno rallentare, la catastrofica degenerazione del gene Y da tutte le specie; ma lavorare sulle singole specie avrebbe richiesto anni ed anni di sequenziamenti per ognuna e dopo i primi speranzosi risultati, fu chiaro che la degradazione del gene Y non era un fattore mutageno calcolabile o prevedibile, ma del tutto arbitrario e incapace di essere gestito. Per questo, iniziarono le sperimentazioni ibride fra i vari codici genetici e le varie specie, senzienti e non.
Il risultato furono milioni di neonati maschi morti atrocemente, milioni di neonate femmine sopravvissute, usate come cavie e prive di una qualunque prospettiva per il futuro. Incidenti, rivolte, assassinii; nessuno ne parla quasi mai, ma già prima del collasso, luoghi come la stazione di ricerca Void erano decine e decine. E quando il Collasso vibrò il suo colpo decisivo, quell’esercito di ragazzine ibride si riversò nel mondo senza controllo.
Senza guida.
Poi arrivò Salome.
Appena eletta Badessa, a seguito della morte del priore del monastero di Genesis, dedicato a Justinia la Ceca, santa protettrice del pianeta di Askesis Prime, Salome aprì le porte di Genesis e inviò le sue suore in lungo e in largo per il pianeta, a raccogliere quelle orfane senza meta.
E’ qui, che dobbiamo cominciare a separare il mito dalla realtà.
Stando alla dottrina Judgers, le orfane accorsero in massa, spontaneamente, per prostrarsi in adorazione davanti alla statua di Justinia, pregando per settimane, prima di essere “Toccate”; qualunque cosa voglia dire. Conosciamo un solo caso documentato, di un gruppo di ragazze ibride che rubò una nave su Pallas per raggiungere Askesis Prime e chiedere protezione presso il Monastero; tutti gli altri sono accenni post storici o successivi, che raccontano di improbabili processioni e veri e propri pellegrinaggi verso il monastero.
La realtà è che, le missionarie di Salome, probabilmente, faticarono non poco per radunare i loro greggi e molte non fecero nemmeno ritorno; senza contare che la popolazione locale tentò diverse volte di assaltare il Monastero quando la disperazione e la fame divenne incontrollabile. E comunque, anche una volta che le orfane furono radunate all’interno del Monastero, sfamarle, nutrirle ed educarle fu un’opera quasi monumentale, che richiese sangue, sudore e sacrificio da parte di Salome e delle sue missionarie.
Non sono sopravvissuti (o, se esistono, non vengono divulgati) registri interni del monastero dell’epoca che possiamo considerare obiettivi, chiari ed esplicativi, scevri di fanatismo e argomentazioni mistiche, il che rende molto difficoltoso tracciare una cronistoria corretta circa il periodo di gestazione dell’ordine.
Se vogliamo essere onesti, la prima testimonianza storica certa in cui compare il nome “Judgers” è estremamente tarda; parliamo di oltre un secolo dopo il collasso, quando ormai sia Salome che tutte le Ibride di prima generazione erano morte o quasi. In effetti, esiste una sola testimonianza che possiamo considerare parzialmente attendibile ed è attribuita proprio ad una delle ultime sopravvissute alla gestazione dell’ordine, Sorella Lingua.
Sorella Lingua era una archivista, un’ibrida fra le prime di quelle arrivate al Monastero ed era una credente convinta; la maggior parte di ciò che scrisse di suo pugno sono testi che trasudano un fervore mistico molto simile a quello delle odierne Judgers.
“La Giustizia non può che essere espressa attraverso il Dolore.
Siamo nate nella colpa.
Siamo nate per la colpa.
Siamo nate per cercare di espiare quella colpa.
Siamo state giudicate.
Siamo state salvate.
Il Dolore è rimasto.”
Sorella Lingua – Riflessioni – Pag. 67
Fra le pagine del suo diario, che oggi è conosciuto appunto come “Riflessioni di Sorella Lingua”, questa, soprattutto nelle prime pagine, racconta molto di sé, di Salome, del Monastero, delle altre ibride e di come vivevano. Poi c’è uno stacco, sia di tono che temporale, che indica che il diario sia rimasto inutilizzato per diverso tempo, probabilmente anni, il che ha portato qualcuno a dubitare che le due parti siano state scritte dalla stessa persona.
Ma quello che interessa a noi è la prima parte.
Quella che ci restituisce Salome come una donna religiosa e rigida.
Non una figura materna, più un’istitutrice. Il Monastero non come una salvezza, ma come l’alternativa migliore all’esterno.
“Oggi Talia ha ricevuto 8 frustate per aver rubato del cibo dal magazzino.
Sarebbero state 4, ma non ha rivelato i nomi delle altre.
E’ stata fortunata. Fuori da quì ho visto uccidere gente per molto meno.”
Sorella Lingua – Riflessioni – Pag. 16
E, duole dirlo, ma, probabilmente, Sorella Lingua aveva pienamente ragione. Askesis Prime era completamente fuori controllo, come tutte le ecumenopoli, diviso fra bande e guerre interne infinite e senza tregua. Lo abbiamo già accennato, ma il Monastero di Genesis era già stato assaltato nell’anno del collasso almeno due volte e gli assalti non erano cessati; erano solo diventati più radi e più sanguinosi.
Assieme alle orfane, Salome aveva requisito anche una quantità di armi impressionante da un vicino magazzino della Guardia Palatina di Askesis Prime, trasformando mese dopo mese, anno dopo anno, il Monastero in una fortezza e le sue sorelle in guerriere veterane.
Questo lo sappiamo con certezza dalle trascrizioni dei colloqui del Nexus con i capibanda locali di Askesis Prime, quando nell’anno 112 b.C., il Nexus si approccia per la prima volta al pianeta:
“Mi parli di questo Monastero e di queste… suore?”.
“Sono pazze, amica, pazze! Ammazzano la gente che prova ad avvicinarsi troppo ed espongono i cadaveri davanti al monastero come la peggiore delle bande!”.
“Se sono così pericolose, perché la gente si avvicina, allora?”.
“Perchè sono ricche, bella! Perchè altro sennò? Sono piene di armi, hanno persino dei cannoni orbitali! E poi hanno da mangiare! Magazzini pieni, giuro! Quelle figlie di ******* stanno meglio di tutte noi!”.
“Ma stanno rinchiuse nel loro Monastero… Mi sta dicendo che sono… autosufficienti? Non predano gli altri, ma coltivano e si difendono…”.
“Cosa intendi dire?”.
“Che questo colloquio è terminato, Capo Toran… Le auguro una buona giornata…”
Trascrizione #4356000003109 – Colloqui di Pace su Askesis Prime – Anno 112 b.C.
Askesis fu uno dei pianeti più complessi da sanare per il Nexus, poichè l’istituzione più solida del pianeta, ossia il Monastero-Fortezza Genesis di Santa Justinia la ceca e il suo ordine di suore militanti, all’epoca retto dalla Badessa Karolina la Placida, rifiutò fermamente di porsi alla guida della ricostruzione e della pacificazione. Come risultato, Askesis Prime rimase nell’anarchia per oltre 6 anni, anche dopo l’arrivo del Nexus.
Con l’avvento di una nuova Badessa, Langinia la Rossa, le cose cambiarono; Langinia era una combattente, fanatica fino al midollo, ma aveva un problema gravissimo da affrontare.
Le sue sorelle erano ormai poche e per la maggior parte anziane.
Molte di loro possedevano un fuoco difficile da spegnere, ma il corpo era ormai arrivato oltre quello che serve per combattere. Le “Raccolte”, le giovani che venivano accolte nel Monastero, erano meno ogni anno e nel giro di una decina d’anni il Monastero sarebbe diventato una tomba.
Si raggiunse un accordo con il Nexus.
Il contenuto non è mai stato divulgato esplicitamente, ma, in sostanza, dovrebbe porre il Monastero-Fortezza di Genesis e l’ordine di Santa Justinia in una posizione indipendente, rispetto al nascente governo di Askesis; l’ordine ottenne il permesso di raccogliere le ragazze bisognose, istituire ospedali, orfanotrofi e centri di assistenza per tutto il pianeta, in cambio della sua collaborazione, indispensabile per avviare il progetto di ricostruzione del pianeta.
Tutto questo lo sappiamo con certezza perchè sono i rapporti Nexus dell’epoca a rivelarlo, senza mezzi termini. Karolina era oltre l’ottantina quando morì e la stessa Langinia aveva passato i sessant’anni quando fu eletta. Ma anche le altre sorelle vengono tutte descritte come anziane o avanti con gli anni nel migliore dei casi.
“Non ho mai visto una cosa simile prima d’ora e ho partecipato ai colloqui su Tecton assieme a [ \\\ DATI CANCELLATI \\\].
E’ una fortezza, ma anche una chiesa. Hanno cannoni orbitali e quattro blindati d’assalto nei cortili interni. E non sono cimeli o decorazioni. Sono armi usate. Vecchie e riparate decine di volte.
Ma le suore; sono quelle, che mi hanno fatto venire i brividi. Non attaccherei quel posto nemmeno con una divisione intera senza prima averlo fatto bombardare dall’orbita, e, anche in quel caso, non avrei la certezza di riuscire ad espugnare il Monastero senza perdite ingenti.
Qualunque azione militare nei confronti del Monastero di Genesis, su Askesis Prime, è da considerarsi altamente dispendiosa e priva di reali benefici sul lungo termine.”
Valutazione logistica sul Monastero di Genesis – Askesis Prime – anno 112 b.C.
Come già accennato, il nome Judgers compare molto dopo il collasso; precisamente, per la prima volta nell’anno 155 b.C., quando il primo commando di Judgers, per quanto ne sappiamo, si presentò presso un’amministrazione locale del pianeta Pallas, pretendendo accesso agli archivi amministrativi locali. Nessuno sapeva all’epoca cosa stessero cercando; solo anni dopo diventò chiaro che le Judgers stavano scavando all’interno della burocrazia dimenticata pre-Collasso, alla ricerca di nomi, log, pagamenti, fondazioni e trasferimenti di merci e denaro. Qualunque individuo, organizzazione o patrimonio un tempo collegato al NOVA Protocol. E qualunque discendente ancora in vita.
Un salto enorme in soli 40 anni. O forse no. Perlomeno, non dalla prospettiva in cui parliamo di un ordine militante di anziane suore guerriere, sopravvissute ad oltre un secolo di guerra costante.
I “Dogmi” Judgers sono un testo probabilmente risalente a questo periodo; sebbene l’ordine li attribuisca addirittura a Salome, questi non vengono mai nominati prima dalle fonti ritenute attendibili. Non è chiaro se l’idea della Santa Crociata e delle Judgers siano state da sempre concetti silenti all’interno dell’ordine per oltre un secolo, se siano stati inventati da Langinia e poi espansi dalla sua succeditrice, Cecile la Pia, oppure completamente inventati da quest’ultima; quello che sappiamo, è che le prime crociate compaiono sotto l’abbadiato di Cecile, quindi lei è di certo da identificarsi come colei che diede il suo benestare alla trasformazione dell’ordine in qualcosa di diverso.
C’è da indicare comunque un fatto; Langinia fu nominata Badessa a sessant’anni compiuti.
Cecile ne aveva appena trenta.
E non è cosa da sottovalutare quando si parla della creazione di qualcosa di così estremo.
Come sembra quasi inutile dire che le prime missioni delle Judgers furono molto problematiche da gestire; non per le Judgers, ma per il Nexus.
Immaginate che, improvvisamente, l’organo di stabilizzazione riconosciuto da tutti, si veda arrivare, quasi simultaneamente, una mezza dozzina di rapporti da pianeti diversi, ognuno con, grossomodo, lo stesso contenuto:
“Si sono presentate un gruppo di tizie che sembrano delle suore, ma armate fino ai denti, che pretendono di accedere a file di archivio classificati come riservati.
Non sono disposte a trattare.
Non sono disposte ad aspettare.
E non sembra che quelle armi siano di bellezza.”
Messaggio di classe Beta – Harkenal – Amministr. locale #456623001 – anno 155 b.C.
Il Nexus riuscì a scongiurare la crisi intervenendo personalmente, ma era chiaro che, qualunque cosa le Judgers stessero cercando, bisognava correre ai ripari e intavolare dei colloqui con la nuova Badessa.
Peccato che Cecile fu più rapida del Nexus.
Questo messaggio fu inviato praticamente ovunque possibile, nel Settore, quando i vari commando Judgers finirono di controllare gli archivi che avevano preteso di consultare.
“Noi siamo nate dalla Colpa.
Noi viviamo nella Colpa.
Noi espieremo quella Colpa.
Con il Fuoco e con il Sangue, quando sarà necessario.
Noi Siamo le Judgers.
Noi siamo il castigo.”
Cecile la Pia – 155 b.C.
Fu il panico.
E fu l’unica volta in cui il Nexus reagì in maniera veramente muscolare, anche se non scomposta.
La prima flotta fu mobilitata e inviata su Askesis Prime per cingere il pianeta d’assedio; altre navi scortarono i trasporti dei commando Judgers fino al pianeta dove una delegazione Nexus era pronta a sbarcare.
Ma ciò che il Nexus si trovò davanti andava ben oltre le aspettative.
Una monumentale marea umana si era riversata per le strade della città sorta attorno al Monastero-Fortezza di Genesis, quasi come una processione spontanea. Donne, vecchie e bambine, tutte erano accorse per vedere cosa stava succedendo; cosa significavano quelle strane parole.
La delegazione Nexus esitò quel tanto che bastava da lasciare Cecile nuovamente libera di prenderli in contropiede; scortata da un centinaio di sorelle armate, questa uscì dal Monastero in pompa magna:
“Popolo di Askesis! Sorelle! Madri! Figlie!
Per coloro che hanno perso la vita, le Judgers porteranno giustizia! Il NOVA Protocol ha mietuto le sue messi per oltre un secolo, ma non possiamo dimenticare! Non dobbiamo!
I colpevoli sono ancora là fuori, impuniti, sconosciuti, occultati! Noi, figlie della colpa, non chiediamo vendetta, la esigiamo! E non ci fermeremo fino a che anche l’ultima delle vittime di questa tragedia sarà stata vendicata!
[Rumore di motori in sottofondo]
“Le nostre sorelle hanno requisito informazioni vitali per rintracciare questi colpevoli e portarli dinanzi alla giustizia…”
[Coro di voci in sottofondo]
“E vi giuro, popolo di Askesis, che non ci sarà pietà per loro… Come non ce n’è stata per noi…”
[Grida e schiamazzi]
[Negoziatore Nexus, sottovoce ]“Quella stronza ci sta fottendo….”
Trascrizione #777600001 – Incidente di Askesis prime – anno 155 b.C.
Al Nexus non rimase che affrontare Cecile da una posizione di netto svantaggio; non solo il manifesto delle Judgers era arrivato in ogni angolo del settore, ma le registrazioni del discorso di Cecile erano state diffuse senza controllo generando due reazioni completamente opposte; panico fra le categorie dirigenti e approvazione della popolazione.
Alle Judgers furono concesse due patenti uniche nel loro genere: quella della Crociata e quella della Misericordia.
La prima è una specie di licenza investigativa privata, che consente loro di indagare, entro certi limiti, in tutto il Settore per svelare i segreti rimasti occultati del NOVA Protocol; la seconda è relativa alla natura assistenziale dell’Ordine, che da quel momento inizierà a stabilire piccoli centri di assistenza un po’ ovunque.
Nessuno pensa che il Nexus abbia mai deliberatamente scelto di occultare nomi e colpe dei reali responsabili della tragedia del Collasso, ma […]
[/// OMISSISS: DATI CANCELLATI O CORROTTI ///]
A più di un secolo di distanza, le Judgers sono ormai un ordine militante monacale estremamente radicato, anche al di fuori di Askesis Prime e del Settore Heaven. Dopo il discorso di Cecile, il Nexus rivide completamente il suo rapporto con le Judgers, che divenne estremamente più freddo, ma al contempo caritatevole e comunque collaborativo.
Esiste una Task Force specifica creata dal Nexus per intervenire quando le Judgers si presentano improvvisamente da qualche parte senza invito, per gestire le crisi ed eventuali spargimenti di sangue, anche se la prassi è quasi sempre la solita.
Quando la Task Force arriva il suo compito è, generalmente, quello di raccogliere i cocci e arrestare le Judgers in attesa dell’indagine; indagini che, ad oggi, non sono mai approdate in condanne severe o perlomeno vicine alle entità normalmente commutate alle persone normali.
Questo, in parte perché nessuno, né la popolazione, né il Nexus, vuole condannare delle sante guerriere che ammazzano criminali, trafficanti e amministratori corrotti, ma, soprattutto, perchè a rimetterci sarebbe solo e comunque il Nexus.
Ma ridurre oggi le Judgers alle sole crociate e inquisitrici sarebbe riduttivo; la Badessa attualmente in carica, Pragmata, sebbene sia essa stessa un’ex-inquisitrice, ha investito moltissimo in un grande polo ospedaliero su Tecton e la formazione del personale ad esso assegnato, anche se, voci di corridoio non confermate, asseriscono che l’ordine stia segretamente costruendo un secondo Monastero-Fortezza da qualche parte ai margini del Settore, i cui fini rimangono poco chiari.
Sia come sia, oggi le Judgers contano non meno di 4000 consorelle, di cui, la stragrande maggioranza, inquadrate nella sezione Misericordia; si calcola che le Crociate, invece siano poco più di 400, anche se il numero reale è tenuto segreto. Questo è possibile perché le Crociate non conducono una vita separata dalle altre, ma partecipano attivamente ai programmi della sezione Misericordia. Tutte le sorelle devono compiere un pellegrinaggio annuale su Askesis Prime e trascorrere un mese all’interno del Monastero, pregando e fraternizzando con le consorelle delle sezioni Misericordia di altri pianeti, per aumentare la coesione e la condivisione.
E dare alle squadre Crociate l’opportunità di confrontare le informazioni raccolte, incrociare i dati e organizzare le spedizioni per l’anno successivo.
I Commando Crociati delle Judgers non si muovono mai a caso; quando si presentano, 4 o 5 componenti al massimo, lo fanno all’improvviso, spostandosi su navi recuperate e poco vistose e con documentazione di carico vaga, cosa che irrimediabilmente attira qualche funzionario particolarmente zelante o disonesto, garantendo alle Judgers un primo approccio sempre molto prolifico con l’amministrazione locale. La problematica, è che le Judgers sono da un secolo viste come delle sacre giustiziere inamovibili e il loro arrivo scatena il panico fra la malavita locale, fin troppo spesso collusa con l’amministrazione locale; e anche quando questo non avviene, non è insolito che la loro attività investigativa venga a collidere brutalmente con qualche esponente malavitoso locale e le sue attività illecite.
Sappiamo che le Judgers continuano ad accogliere orfane e a selezionarle per l’addestramento su Askesis Prime, fra le solide mura di Genesis, cosa che negli ultimi anni ha sollevato diverse polemiche; niente di nuovo, a dirla tutta.
Ne abbiamo parlato poco perché fino ai giorni nostri è stata sempre una questione veramente marginale, ma le Judgers sono da sempre state criticate per raccogliere orfane ed educarle a diventare guerriere e assassine o, peggio, a condurle sulla via della sofferenza e della morte. Non è un caso infatti che esistano molti movimenti anti Judgers sui pianeti più popolosi e il più grande di questi è proprio su Askesis Prime.
Le Judgers non sono mai state un pericolo per gli innocenti;
Siamo terrificanti, ma necessarie.
Siamo violente, ma incorruttibili.
Siamo crudeli, ma mai egoiste.
Chi ci giudica negativamente, tradisce la sua colpa.
Chi ci chiama assassine è un privilegiato,
perché è chiaro che non ha mai avuto bisogno di noi.
Badessa Pragmata – Trascrizione #344900008767 – Conferenza Pubblica – anno 248 b.C.
Cosa sono le Judgers, lo abbiamo detto esaustivamente.
Cosa dovrebbero essere le Judgers, è forse la domanda più consona da porre nella nostra epoca.
Perché forse è finito il tempo in cui avevamo bisogno di vigilanti e Inquisitrici libere dai vincoli della burocrazia; o forse no.
E questo perché se oggi tante bambine hanno una vita non dipende solo da quelle centinaia di scuole, ospedali e rifugi, che le sorelle gestiscono, ma, anche da quelle sorelle armate che, una volta, hanno salvato un centinaio di bambine rapite da una banda di criminali su Pallas, poco prima che fossero vendute come schiave.
E permettetemi di lasciare l’ultima parola a una di quelle bambine.
Ossia io.
Con la fine della “Grande Espansione”, Nexus iniziò a stabilizzarsi e a consolidare la propria posizione e le proprie forze. Non che prima Nexus fosse stato negligente, ma, è palese che qualcosa era ormai cambiato rispetto alla rigida dottrina perfezionista dell’inizio. Nessuno concorda sulle cause ma, personalmente, ritengo che […]
[/// OMISSISS: DATI CANCELLATI O CORROTTI ///]
Oggi, Nexus è governato dal Consiglio dell’Ammiragliato, con sede su Polaris, il mondo agricolo dove l’organizzazione può collocare le proprie radici storiche; composto da 16 membri, questo può essere, a pieno titolo, essere considerato l’organo di governo più potente dello spazio da noi abitato, sebbene formalmente governi solo il Nexus come istituzione. Le sue decisioni influenzano decine di mondi e miliardi di persone; il solo muovere le sue flotte può invertire la sorte di un conflitto o impedirne addirittura la nascita.
In particolare quando è la “Flotta Infernus” a muoversi; il suo comandante, l’Ammiraglio Rella Vegaras, una delle componenti del Consiglio, ha evitato quattro guerre planetarie e ne ha combattute due. Dal suo punto di vista, ha perso due volte.
L’approccio di Vegaras ai conflitti, descrive pienamente quello che è da sempre rimasto un punto granitico del Nexus: la stabilità.
Nexus dispone delle forze militari più imponenti del settore; le mantiene, le sfama e le fa muovere, ma raramente le utilizza attivamente. Questo perché, dopo il collasso, nessuno sarebbe più stato disposto ad accettare un governo dispotico senza lottare.
E questo, il Nexus lo aveva capito perfettamente già prima di arrivare su Tecton.
Nexus non controlla i pianeti direttamente; tranne che su Polaris, le sue forze sono quasi interamente collocate nello spazio; Stazioni di comunicazioni, stazioni orbitali, flotte e porti spaziali. Ne gestisce i confini, ne garantisce la protezione interna e la risoluzione dei conflitti su richiesta, ne protegge le linee commerciali dai pirati; il tutto, senza essere onerosa o, peggio, predatoria.
Nexus è il faro del nostro Settore; senza dubbio. Oggi è quasi impossibile immaginare cosa, o come, della nostra civiltà sarebbe sopravvissuto, se il Nexus non fosse sceso in campo, ma è innegabile, allo stesso tempo, che, dovunque questo faro sia puntato oggi, ha lasciato dietro di sé un grande cono d’ombra.
